martedì 17 gennaio 2017

Alberto Forchielli: più lo leggo più mi convinco di quanto abbia ragione.

Alberto Forchielli, sull’Oblòg, ha detto che, vivendo tra Boston, New York e Hong Kong, quando viene a Milano la soffre perché “è una brutta copia di queste città. Per stile e mentalità i milanesi sono tristi e bruttissimi. In Italia l’originalità è in Romagna, che è unica al mondo perché non copia nessuno. Dopo che stai a Boston, New York e Hong Kong non ti viene voglia di stare a Milano. Ti viene voglia di andare a mangiare il castrato a Porretta, altroché andare a Milano, dove la gente mette su degli show per un appuntamento di lavoro che sembra debba andare a Buckingam Palace”. E come se non bastasse ha aggiunto che i “milanesi sono dei valletti dell’Ottocento. Sono ridicoli e decadenti. Soprattutto sono tragicamente provinciali perché hanno la presunzione di imitare gli abitanti delle capitali del mondo ma è tutta apparenza, perché non rispecchiano il loro reale contesto che, purtroppo, è di basso livello. Sono dei poveretti, troppo leccati, mentre gli uomini davvero potenti, come può essere un ricco cinese con un patrimonio personale miliardario in dollari, viaggia in t-shirt a righe orizzontali, mica con quelle cazzo di cravatte di Marinella”.
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Ringrazio Michele Mengoli di Oblòg per questa perla.

Shalom gigante

Fu inventato da Mosè che scese dal Sinai con le tavole ai piedi.

sabato 14 gennaio 2017

Battiam battiam le mani

Arriva il direttor, ma di questa maestosa coppola di minchia.
Madonna, come sòna a morto.

* nella stesura originale l'arrogante correttore non s'era degnato di correggere il lèmma Battiam, lasciandomelo come Battiqm. In realtà, nell'antico idioma kirghiso, ciò significa tu' ma' è troia e mi deve vent'euri di resto dai mugoloni di febbrajo. Potenza della grande Asia.

Meglio Tozeur a dicembre.

Un giorno sulla prospettiva Nièschi
per caso stampestai coll'obluraschi. 
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Bada te, sarà un ventinajo sotto zero.

giovedì 12 gennaio 2017

Hitler-jugend monastica

Ed è così che cito novaménte a memoria il Maestro Federico Maria (Boria) Sardelli:

Su su bambini andiam
per mano in fila indian
giulivi poi mangiam
la minestrina di suor Bruno.

Perché penso alle suore e ancora una volta mi sovvien Sbusicchio, il mio barrìsta© che per rispondere a' dubbi d'una sua parente che non sapeva in quale asilo mandare la nepóte (al mio paese o giù di lì c'era l'asilo statale e quello gestito dalle pie consorelle del Divin Randello, ma nelle gingìve, cosa andate a pensare, svdicivmi), beh, egli ebbe a dire: "Ah. Ma la mandi a lo statale o dai bucajoni?".
Nel dialetto delle mie zone i bucajoni sono gli scarafaggi.
Parola di Dio.
Rendiamo grazie a Dio o a chi ne fa le veci.

martedì 10 gennaio 2017

È 'n attimo.

A fàmme gira' 'l cazzo. Ma poi 'sto bel periodino postnatalizio, dove sinalmente possiamo piantarla di essere buoni a priori, no, per dire, porca madonna, posso tornare al mio solito malumore. Ve l'ho già detto che sto invecchiando malissimo?